venerdì, novembre 10, 2006

FR.Luzzi giovedì 16 novembre live!!!!! tra belle&sebastian e kings of convenience???

FR LUZZI
Happiness is an overestimated value

(P. ARABSHEEP 2005; CD - tr. 9)




FR Luzzi non è nient’altro che una ragazza con la chitarra. Più o meno. Registrata all’anagrafe
con il nome di Francesca Romana, ha passato gran parte della sua vita prestando
corde e voce a numerosi progetti nati sotto il campanile di Udine.
“Happines Is an Overestimated Value” è il suo primo lavoro come (quasi) solista: qualcuno
ha paragonato FR Luzzi alla Isobel Campbel post Belle & Sebastian, qualcun altro ha tirato
in ballo nomi più o meno nuovi del folk rock a stelle e strisce (da Suzanne Vega a Nina
Nastasia, la lista è lunga), senza però mai sottolineare quella che è la vera forza di questo
progetto: una manciata di canzoni dal grande respiro pop, in grado di far sembrare la nostra
eroina come una sorta di King of Convenience non norvegese.
Una che non ti stupiresti di sentire programmata anche sulle grandi radio nazionali (di recente
il settimanale XL di Repubblica l’ha inserita nella playlist per gli ascolti consigliati!), ma che per ora è piacevole tenere
vicino al cuore, come si fa con un segreto ben custodito. [tratto da Vitaminic.it, a cura di E. Colasanti]
PRESS QUOTES
«Elogio della lentezza. Elogio della velocità. Andare forte e consumare tanto. Non sgasare e guidare in sicurezza. Elogio della regolarità...
un disco che abbiamo lasciato prima innocentemente poi colpevolmente maturare. Poi, finalmente in possesso di una copia, lo
si è messo su tante volte, con piacere, come i dischi di Suzanne Vega e di Beth Orton, a consumo lento. Otto brani originali composti
fondamentalmente di sola voce e chitarra acustica, ma che in maniera molto adatta vengono caratterizzati dal dispiegamento di un
piccolo arsenale acustico di tutto rispetto, classico quanto perfettamente in tema. Mai sbavato e mai sopra le righe, tutto incentrato
sulle doti canore sempre più personali della cantautrice, che non scade mai nella tentazione, tutta italica, di cantantessa consoliana.»
[SODAPOP, giu.2006 – Matteo Casari]
«Il tocco gentile di un folk-pop vellutato, venato di malinconia è la materia fondamentale di “Happiness Is An Overestimated Value”,
esordio della Luzzi per Arab Sheep. I trentaquattro minuti di questo disco, sono all’insegna della discrezione e della “sottrazione”: ogni
arrangiamento e ridotto al minimo e i toni non sono mai più che sussurrati, sia quando dipingono frizzanti acquerelli tropicalisti (Human
Race, Sugar Family), sia quando fanno i conti con una tensione elettrica che rimanda addirittura a Shannon Wright (The Ferry Sea).
[FUORI DAL MUCCHIO - marzo 2006 – Hamilton Santià]
«È da certi dettagli che lo giudichi un cantautore: tipo la rilettura in presa diretta di The Thorn In My Side Is Gone (degli American
Music Club!?). Con tutto il rispetto per Violante Placido, qua stiamo su un altro pianeta. Chi ha amato i primi Everything But The Girl
– sentite Human Race o Sügar Family – ha già capito tutto.»
[RUMORE, gen.2006 – Rossano Lo Mele]
«Si comincia ad amare questo disco per la naturale schiettezza del titolo e per la precisa volontà di dare risalto ai piccoli dettagli della
vita [...]; una concretezza che lascia spazio al morbido fluire di emozioni, all’essenzialità di un suono acustico delicatissimo e a una
voce seducente e dolcissima. FR Luzzi si affida a canzoni dalla struttura semplice, appoggiate agli arpeggi di un’acustica e sfumate da
misurati inserti di fisarmonica, pianoforte o trombone. [...] Tra la prelibata “Pearls before swine” e la spensierata “ Sügar Family” si
nasconde un talento da tenere d’occhio.»
[ROCKERILLA, dic.2005 – Paolo Dordi]
«Non è la sorellina di Carla Bruni, tanto meno l’amica d’infanzia dei Kings of Convenience. È difficile credere che Francesca Luzzi sia
una ragazza di Udine: sentendo le canzoni avrei scommesso fosse norvegese, finlandese, irlandese, islandese insomma nordica, quel
nord dal quale proviene il new acoustic movement. Invece no, Francesca Luzzi è molto più semplicemente una brava artista nostrana,
friulana per la precisione. Una Emiliana Torrini di Udine...»
[MESCALINA - Luca Meneghel]
«Happiness is... svela finalmente al pubblico italiano lo splendido talento di Francesca Luzzi che in nove tracce snocciola il meglio
del suo repertorio musicale, un indie pop classico, lineare impreziosito da una voce calda e che concilia decisamente con le melodie
proposte... Un prodotto che suona poco italiano, di rara intensità e molto migliore di tante uscite indipendenti nostrane. Finalmente
un’artista femminile davvero interessante oltre la già affermata Cristina Donà?»
[INDIEZONE – Diego Ghidotti]
«...un sapiente gioco di luci ed ombre tratteggiato dal toccante pathos di pezzi come “Human race”, “Pearls before swine”, “Your sister”
e “Sugar family”: brani la cui palpitante bellezza è striata da intense ingerenze pop e da trasognati inserti di fisarmonica, piano e
trombone. Ben curato anche dal punto di vista lirico, questo “Happiness Is An Overestimated Value” si propone come lavoro profondo
ed intenso, la cui raffinata ricerca sonora abbisogna di una grossa dose di attenzione per essere apprezzata ed assaporata al meglio...»
[ROCKIT - Federico Linossi]
«...vere sorprese sono le due autentiche gemme pop nascoste nel disco: “human race” deliziosa bossa posta in apertura dell’album
(cattura immediatamente, richiamando alla mente finanche certe cose spensierate dei Frente…) e i due minuti e mezzo di “sugar family”,
traccia numero sette, un tripudio di gaiezza indiepop da dedicare ai fan di Isobel Campbell…»
[INDIE POP – Filippo Quaranta]
*sul sito www.arabsheep.it (sez. PRESS) gli articoli completi



mi sembra che la presenza sia quasi d'obbligo.....
facciamo sentire a Francesca il calore di noi romagnoli!!!! (boni ragazzi boni.....) a giovedì 16.............

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